Ponte sul naviglio

Intorno al 1179 i Milanesi iniziarono lo scavo del Naviglio Grnde, nei documenti del tempo chiamato “Navigium de Gazano”, “Ticinello”, “Ticinium Novum”, principalmente a scopi irrigui. Non si conosce esattamente se la presa d’acqua dal Ticino fosse fin dall’inizio nei pressi di Tornavento oppure pialle. Stà di fatto che il 4 febbraio 1239 Pietro di Varese, con atto rogato nella piazza di Cuggiono, dichiar ricevere da Lanterio da Lissone, agente del Comune di Milano, i 36 soldi che la faggia di Porta Vercellina (il contado milanese era diviso in 6 fagge) gli doveva per lo scavo di tre braccia (metri 1,50 circa) del “Ticinum novum”, evidentemente effettuato nelle vicinanze.

Verso il 1270 il canale fu ampliato per renderlo navigabile e per secoli costituì una delle arterie commerciali piortanti che raggiungevano Milano.

Il primo documento sull’esistenza di un ponte a Castelletto è del 1544. Si trovava al “porto di Cuggiono”, era in legno e quell’anno fu ricostruito e ampliato dai proprietari delle terre situate nella valle del Ticino (tra loro i frati domenicani che possedevano nelle vicinanze anche un mulino azionato con acqua proveniente dal Naviglio) per permetere un pivole transito dei carri. Il ponte era pubblico, ma chi non aveva partecipato alle spese di ricostruzione doveva pagare un determinato importo ad ogni passaggio.

Nel 1574 la comunità di Cuggiono decise di sostituirlo con un manufatto in pietra, progettato da Antonio Lonati, ma non disponendo della somma necessaria il 28 genaio 1575 ottenne dal re di Spagna Filippo II, duca di Milano, la facoltà di cedere terre comunali per un valore di 1.200 lire. Nel 1606 Alessandro Bisnati ne progettò il rialzo perchè essendo troppo basso sul pelo dell’acqua costituiva un ostacolo alla navigazione.

E’ il ponte esistente, restaurato nel 1735 come attesta un’iscrizione del 15 settembre di quell’anno e quasi per nulla nei secoli successivi. Fortunataemnte scampo alla distruzione programmata dai tedeschi negli ultimi mesi della guerra 1940-45.

Fonti: Archivio di Stato di Milano, Acque P.A., cartelle diverse – Archivio comunale di Cuggiono, cartelle diverse.

Relazione redatta dal Sig. Giovanni Visconti.

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